A Sestino arriva l’esercito

A Sestino arriva l’esercito

pc_arezzo A Sestino arriva l'esercitoLe prime case sono state riscaldate intorno alle 6 di stamattina. Dodici ore dopo il guasto che ha trasformato Sestino e tutte le sue frazioni intorno in un angolo neanche remotissimo di Siberia.
Un guasto al bombolone centrale, come lo definisce la gente, quasi fosse un compaesano o un amico. Come dire che il gas c’era ma la distribuzione non poteva avvenire per via del blocco. A quel punto è partito l’allarme. Ed è solo il primo di una due giorni drammatica.
Perché stamani il sindaco Elbo Donati ha chiesto l’intervento della Protezione civile e dell’esercito. “Non riusciamo più a liberare le strade: gli spazzaneve non ce la fanno, non ce la fanno più. E qui abbiamo una serie di frazioni ormai isolate: San Gianni è quella più critica, poi Colcellalto e tante case sparse”.
Un dramma, che però durante la notte ha rischiato seriamente di diventare qualcosa di peggio. Perché dopo una settimana di neve consecutiva, dopo il vento gelato che spazza i tetti, dopo il crollo della tensostruttura, il blocco del riscaldamento è stata la goccia finale.
I tecnici sono partiti da Arezzo, scortati dai Vigili del Fuoco. Un viaggio incredibile, la Via Maggio è bloccata ormai da giorni. Il passaggio da Pieve Santo Stefano, l’arrivo intorno alla mezzanotte. A quel punto è iniziato l’intervento, nel ghiaccio vivo di un paese in ginocchio.
La prima realtà ricollegata è stato l’ospizio: ci abitanto tredici anziani, la temperatura fino a ieri sera era rimasta accettabile ma nel corso della notte aveva continuato a scendere, davanti alla resa della caldaia.
E ancora in queste ore buona parte del paese resta scollegato dai contatori: i tecnici passano casa per casa, nel tentativo di fare prima possibile. Ma la giornata è ancora lunga e la neve è un muro che si fa fatica perfino a misurare con gli occhi.

 

Fonte: lanazione.it

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