Terex 2010: lo scenario della diga di Vagli

Terex 2010: lo scenario della diga di Vagli

Tra gli scenari dell’esercitazione Terex2010, l’arresto della centrale di Torrite in seguito al terremoto simulato.

I progetti e servizi descritti di seguito, sia italiani sia europei, sono attualmente in una fase molto avanzata di realizzazione. In caso di reali emergenze vengono infatti già utilizzati dal Dipartimento, anche se in via sperimentale.

La simulazione 
A causa delle forti piogge, il livello dell’invaso cresce fino alla quota massima consentita. Vengono quindi attivate le verifiche previste dal Piano dei Controlli Enel e viene rapidamente e parzialmente svuotato il serbatoio per mantenere le quote di sicurezza. 
La Di.Coma.C supporta il CCS di Lucca nella valutazione dello scenario potenziale di inondazione, attiva la Fondazione CIMA come centro di competenza per il rischio idraulico e richiede di attivare il servizio europeo di cartografia derivata da immagini satellitari (GMES- ERS Global Monitoring for Environment and Security- Emergency Response Service) per acquisirle ad altissima risoluzione sull’area di interesse. La richiesta viene inviata all’Europa attraverso il punto di contatto nazionale (National Focal Point, composto da personale del Dipartimento della Protezione Civile e ASI-Agenzia Spaziale Italiana). 
Obiettivo della simulazione è sperimentare l’identificazione delle aree inondate, in tempi rapidi e in qualunque punto del territorio, in seguito a situazioni critiche che prevedono il parziale e rapido svuotamento preventivo del serbatoio per l’attivazione dei piani di emergenza. 

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Figura 1 Sistema Dewetra: scenario delle aree inondate

Subito dopo l’evento il Dipartimento, sempre attraverso il National Focal Point, richiede nella simulazione anche l’attivazione del servizi nazionali diSIGRIS-Sistema di osservazione spaziale per la Gestione del Rischio Sismico e OPERA (Sistema per la gestione del rischio inondazione).

Questi prodotti hanno permesso di individuare le coordinate delle aree interessate dall’evento e le specifiche dei diversi scenari.  Inoltre, la cartografia messa a disposizione dai progetti e servizi citati fornisce informazioni ad alta risoluzione sull’uso del suolo, sul danno atteso e sugli elementi vulnerabili a valle della diga, con indicazione del danno percentuale.

Tutte queste informazioni sono state integrate nei sistemi di gestione dei dati del DPC. 

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Figura 2 sistema Dewetra: progetto Opera- prodotti  estensione corpi idrici e mappe di danno conseguenti allo scenario simulato

La mattina del 26 novembre, gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Toscanosi sono calati dal coronamento della diga per ispezioni visive dirette o per mezzo di strumentazioni particolari (es. georadar), finalizzate ad approfondire lo stato delle strutture.

www.protezionecivile.it

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