Una casa per Natale, l’emozione degli sfollati

Scritto da Super User. Postato in Terremoto Emilia

Quella di ieri è stata una giornata speciale per 150 famiglie di San Possidonio e Mirandola perché, dopo giorni di lavoro senza sosta, sono stati assegnati i primi moduli abitativi provvisori. A San Possidonio la consegna è avvenuta dopo una breve cerimonia, con tanto di taglio del nastro, poi gli sfollati si sono messi in fila, contenti ed emozionati, per ricevere le chiavi della loro nuova casetta. Un bel regalo di Natale, dopo mesi di sofferenza. Il primo è stato Sebastiano Di Fiore, 42 anni che qui vivrà con la moglie e il figlio. «Sono felice di poter entrare nel Map (modulo abitativo provvisorio) — dice — perché con la mia famiglia vivevamo in roulotte. Non siamo andati in albergo perché era lontano e nostro figlio non avrebbe potuto continuare a giocare a calcio nella squadra locale. Inoltre, da 4 mesi ho ripreso a lavorare e spero di far fronte alle spese». A San Possidonio sono stati collocati 43 moduli in via Federzoni e una trentina nella frazione di Forcello. I residenziali sono intitolati a Lazio e Toscana, come ringraziamento ai volontari di Protezione civile delle due regioni che hanno assistito gli sfollati. La convenzione prevede che i Map rimangano sul territorio per 18 mesi, rinnovabili fino al un massimo di 6 anni, però man mano che le persone troveranno una sistemazione alternativa o ripareranno la loro casa verranno smontati.
A Mirandola sono stati assegnati i primi 77 moduli, dei 250 previsti, allestiti nell’area di via Mazzone. Come spiega l’assessore ai Servizi sociali Lara Cavicchioli, «i Map sono a noleggio, rimarranno per 18 mesi e smontati man mano che gli occupanti troveranno una sistemazione». Anche qui la maggior parte degli sfollati, soprattutto stranieri, non vedeva l’ora di tornare a casa, anche se in una struttura temporanea che però è calda e accogliente. Tanta è la curiosità per vedere la propria casetta. Ahmad Shahzad, 25 anni, qui con la moglie e 3 figli, è tra i primi a ricevere la chiave.
«L’appartamento dove vivevo, in affitto, prima del sisma è recuperabile — dice — ma è classificato in ‘E’. Siamo contenti di essere tornati anche perché da tre giorni ho un nuovo impiego». Anche Sanhagi Prhim, 35 anni, qui con la moglie, è soddisfatto e come racconta «ero ospite a Sassuolo, ma volevo ritornare perché lavoro qui».Tra le famiglie italiane c’è quella di Odino Stefanini, 64 anni, pensionato, nel Map con la moglie Maria e il figlio. Il signore ha un po’ di nostalgia perché prima abitava proprio in centro a Mirandola, ma come spiega la consorte, mentre sistema le borse con gli effetti personali «siamo contenti di essere ritornati, anche se questa non è la nostra casa»
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Quella di ieri è stata una giornata speciale per 150 famiglie di San Possidonio e Mirandola perché, dopo giorni di lavoro senza sosta, sono stati assegnati i primi moduli abitativi provvisori. A San Possidonio la consegna è avvenuta dopo una breve cerimonia, con tanto di taglio del nastro, poi gli sfollati si sono messi in fila, contenti ed emozionati, per ricevere le chiavi della loro nuova casetta. Un bel regalo di Natale, dopo mesi di sofferenza. Il primo è stato Sebastiano Di Fiore, 42 anni che qui vivrà con la moglie e il figlio. «Sono felice di poter entrare nel Map (modulo abitativo provvisorio) — dice — perché con la mia famiglia vivevamo in roulotte. Non siamo andati in albergo perché era lontano e nostro figlio non avrebbe potuto continuare a giocare a calcio nella squadra locale. Inoltre, da 4 mesi ho ripreso a lavorare e spero di far fronte alle spese». A San Possidonio sono stati collocati 43 moduli in via Federzoni e una trentina nella frazione di Forcello. I residenziali sono intitolati a Lazio e Toscana, come ringraziamento ai volontari di Protezione civile delle due regioni che hanno assistito gli sfollati. La convenzione prevede che i Map rimangano sul territorio per 18 mesi, rinnovabili fino al un massimo di 6 anni, però man mano che le persone troveranno una sistemazione alternativa o ripareranno la loro casa verranno smontati.
A Mirandola sono stati assegnati i primi 77 moduli, dei 250 previsti, allestiti nell’area di via Mazzone. Come spiega l’assessore ai Servizi sociali Lara Cavicchioli, «i Map sono a noleggio, rimarranno per 18 mesi e smontati man mano che gli occupanti troveranno una sistemazione». Anche qui la maggior parte degli sfollati, soprattutto stranieri, non vedeva l’ora di tornare a casa, anche se in una struttura temporanea che però è calda e accogliente. Tanta è la curiosità per vedere la propria casetta. Ahmad Shahzad, 25 anni, qui con la moglie e 3 figli, è tra i primi a ricevere la chiave.
«L’appartamento dove vivevo, in affitto, prima del sisma è recuperabile — dice — ma è classificato in ‘E’. Siamo contenti di essere tornati anche perché da tre giorni ho un nuovo impiego». Anche Sanhagi Prhim, 35 anni, qui con la moglie, è soddisfatto e come racconta «ero ospite a Sassuolo, ma volevo ritornare perché lavoro qui».Tra le famiglie italiane c’è quella di Odino Stefanini, 64 anni, pensionato, nel Map con la moglie Maria e il figlio. Il signore ha un po’ di nostalgia perché prima abitava proprio in centro a Mirandola, ma come spiega la consorte, mentre sistema le borse con gli effetti personali «siamo contenti di essere ritornati, anche se questa non è la nostra casa»

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