Maltempo, temperature in picchiata. Neve su 500 km di rete autostradale

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Neve sulle autostradeDalla notte nevica su oltre 500 km di autostrade gestite dal Gruppo Autostrade per l’Italia. La società non segnala perticolari problemi per la circolazione «grazie all’efficacia dei piani operativi, attivi sin dal pomeriggio di ieri».

Sono in campo oltre 300 mezzi spargisale e spazzaneve su Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Questa la situazione registrata alle ore 6:00 di questa mattina: nevica al centro nord sull’A1 Milano-Napoli, nel tratto tra Milano e Campegine, tra il Raccordo di Bologna Casalecchio e Incisa-Reggello; sull’A13 Bologna-Padova, nel tratto tra Arcoveggio e Ferrara nord; sull’A14 Bologna-Taranto nel tratto tra San Lazzaro e Cesena e sulla diramazione per Ravenna.

Neve inoltre al Centro. Il consiglio è di viaggiare con i mezzi equipaggiati per la viabilità invernale e di tenersi informati sulle condizioni di viabilità su Isoradio 103.3 fm ed attraverso i pannelli a messaggio variabile. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840-04.21.21.

Secondo gli esperti del Dipartimento della Protezione Civile l’ ondata di gelo proveniente dal nord Europa che ormai da diversi giorni ha raggiunto l’Italia, subirà nelle prossime ore un peggioramento. Sulla base delle previsioni, il Dipartimento ha emesso dunque una nuova allerta meteo: in giornata si prevedono temporali localmente anche molto intensi e venti forti sulle regioni meridionali, mentre sul centro nord si attendono nevicate fino a quote pianeggianti. Sulle regioni centrali appenniniche la quota neve sarà attorno ai 400-600 metri.

TERREMOTO UMBRIA: 500 POSTI LETTO E SCUOLE CHIUSE 2 GIORNI

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La protezione civile ha allestito 500 posti letto in tre strutture pubbliche a Marsciano, Spina di Marsciano e San Biagio della Valle per ospitare le persone in attesa delle verifiche sull'agibilita' degli edifici dopo il terremoto che ha colpito ieri l'Umbria. Saranno aperti anche a chi ha paura a rientrare in casa temendo un'altra scossa. Non si tratta di veri e propri campi, ma di spazi attrezzati con letti e bagni. Ad esempio, a Marsciano verra' adoperata una sala da ballo. I camion con le attrezzature stanno sopraggiungendo in questi minuti nei centri piu' prossimi all'epicentro, individuato fra i territori di Marsciano e Deruta, in particolare fra le frazioni di Spina e San Biagio della Valle. I due sindaci stanno intanto predisponendo due ordinanze per la chiusura delle scuole domani e dopodomani, in attesa delle verifiche sugli edifici da parte dei tecnici. Nel frattempo, vigili del fuoco e protezione civile proseguono i sopralluoghi. Numerose sono le segnalazioni di piccoli crolli nei borghi piu' antichi. Danni di un certo rilievo pare abbia subito la chiesa di Spina. La protezione civile non ha ricevuto segnalazioni di persone ferite.

Fonte: AGI.it

Terremoto, scossa tra Toscana e Umbria Magnitudo 4.2, paura a Perugia

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Una scossa di terremoto è stata registrata in Val Tiberina, al confine tra le due regioni

Una scossa di terremoto è stata registrata in Val Tiberina, al confine tra Umbria e Toscana. Dai primi rilevamenti preliminari comunicati al Dipartimento della Protezione Civile, il sisma ha avuto una magnitudo di 4.4. Sono in corso le verifiche da parte del Dipartimento. Molta gente a Perugia, in preda al panico, si è riversata per le strade. L’epicentro è in fase di localizzazione.

Neve su passi appenninici e sulla A15

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Sono in corso precipitazioni nevose sui passi appenninici della Toscana. La Polizia stradale consiglia catene montate per chi viaggia sulle strade che portano ai passi della Futa, della Calla, dell'Abetone e sulla Porrettana. Neve anche sull'A15, tra Pontremoli e Berceto, ma al momento in autostrada non si segnalano problemi per la circolazione, il manto stradale e' pulito.

Dalle 7 di stamane alle 18 di domani la Protezione Civile toscana ha emesso un'allerta meteo per i territori di otto province (escluse Pisa e Siena). Sono previste nevicate fino a quote collinari a ridosso dell'Appennino in particolare su Lunigiana, Garfagnana e versanti orientali dell'Appennino Pistoiese, Pratese, Fiorentino e Aretino. Vento forte con raffiche di burrasca sui crinali appenninici, nelle valli sottovento e nell'arcipelago.

FRANE E ALLUVIONI, CASE A RISCHIO NELL'80% DEI COMUNI

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FRANE E ALLUVIONI, CASE A RISCHIO NELL'80% DEI COMUNIForti ritardi nella prevenzione e ancora troppo cemento lungo i corsi d'acqua e in prossimita' di versanti franosi e instabili: resta elevato il pericolo frane e alluvioni in Italia. Nel 79% dei comuni coinvolti nell'indagine ''Ecosistema rischio 2009'' sono presenti abitazioni in aree esposte a pericolo di frane e alluvioni, nel 28% dei casi sono presenti in tali aree interi quartieri e nel 54% fabbricati e insediamenti industriali. Nel 20% dei comuni campione d'indagine in aree classificate a rischio idrogeologico, vi sono ponti, strutture sensibili o strutture ricettive turistiche. Nel 36% dei comuni non viene ancora realizzata una manutenzione ordinaria delle sponde.

Nonostante sia cosi' pesante l'urbanizzazione delle zone a rischio appena il 7% delle amministrazioni comunali ha provveduto a delocalizzare abitazioni e solo nel 3% dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali. Nel 15% dei comuni mancano ancora i piani urbanistici che prevedono vincoli all'edificazione delle aree a rischio idrogeologico: i dati sulla pesante urbanizzazione delle zone a rischio nel paese dimostrano come sia urgente dare maggiore efficacia a questi strumenti normativi.

Dati confortanti arrivano invece per le attivita' svolte nell'organizzazione del sistema locale di protezione civile: l'82% delle amministrazioni comunali possiede un piano d'emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione, e nel 54% dei casi i piani sono stati aggiornati negli ultimi due anni.

E' questa la fotografia del pericolo frane e alluvioni in l'Italia scattata da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile con Ecosistema rischio 2009. L'indagine, realizzata nell'ambito della campagna nazionale Operazione Fiumi 2009, che ha monitorato le attivita' nell'opera di prevenzione di frane e alluvioni realizzate da oltre 1.700 amministrazioni comunali, pari al 30% dei 5581 comuni classificati a rischio idrogeologico dal Ministero dell'Ambiente e dall'UPI.

''Ecosistema rischio 2009'' e' stato presentato questa mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del capodipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, del presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e del responsabile nazionale Protezione Civile di Legambiente Simone Andreotti.

''Le frane che hanno colpito in maniera drammatica Ischia e Messina sono l'ultima tragica testimonianza di quanto sia urgente invertire la tendenza nella gestione del territorio - spiega Vittorio Cogliati Dezza -. La continua e intensa urbanizzazione lungo i corsi d'acqua e in prossimita' di versanti fragili e instabili, fa si' che il nostro Paese sia fortemente esposto ai rischi del dissesto idrogeologico. Il ritardo con cui troppe amministrazioni locali avviano interventi mirati ad attivita' di prevenzione e pianificazione, la lentezza con cui vengono avviati, la' dove possibile, interventi di delocalizzazione di abitazioni e fabbricati industriali dalle aree piu' esposte a pericolo, la quasi totale assenza di progetti finalizzati alla rinaturalizzazione dei corsi d'acqua e delle zone dissestate risultano sconcertanti. Abusivismo e cementificazione priva di regole non sono, purtroppo, solo un'eredita' del passato ma una realta' da combattere ogni giorno, e il Piano Casa recentemente approvato dalle Regioni in molti casi peggiora la situazione accrescendo i rischi, perche' puo' consentire nuove deroghe senza alcun rispetto per le regole della prevenzione del rischio idrogeologico. Pur potendo contare su un ottimo sistema di protezione civile, dobbiamo essere consapevoli che una reale ed efficace opera di prevenzione va realizzata partendo dal rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi fragili come i fiumi insieme ad una maggiore cura del territorio''.

Secondo Ecosistema Rischio 2009, il lavoro di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico non e' ancora sufficiente per il 68% dei comuni e rimane alta (27%) la percentuale delle amministrazioni che ottengono un punteggio del tutto insufficiente nella speciale classifica del dossier.

Entrambe al nord le 'maglie rosa' assegnate ai comuni piu' meritori: Palazzolo sull'Oglio (BS) e Canischio (TO) che verranno premiati con la bandiera ''Fiume sicuro'' come riconoscimento del buon lavoro svolto. ''Maglie nere'', invece, assegnate ad Acquaro (VV), San Ferdinando (RC), Oppido Marina (RC) in Calabria; Altavilla Silentina (SA), Polla (SA), Quarto (NA) in Campania; e Vejano (VT) nel Lazio.

Tra i capoluoghi di provincia solo Cagliari e Perugia raggiungono la sufficienza. Nonostante in queste citta' sia notevole l'urbanizzazione delle aree a rischio infatti, sono stati realizzati interventi di manutenzione delle sponde dei fiumi e delle opere di difesa idraulica; sono stati redatti e aggiornati i piani di emergenza e sono state effettuate attivita' informative rivolte ai cittadini ed esercitazioni.

Il fanalino di coda e' invece Palermo che, pur avendo strutture in aree a rischio, non ha avviato nessuna politica di gestione del territorio.

BERTOLASO, IL DISSESTO IDROGEOLOGICO FA PIU' VITTIME DEL SISMA.

Per combattere il dissesto idrogeologico in Italia ''occorre una programmazione decennale che ci consenta ogni anno l'attivita' di messa in sicurezza''. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso in occasione della presentazione dell'indagine 'Ecosistema rischio 2009' realizzata da Legambiente insieme con la Protezione civile e presentata oggi a Roma.

''Purtroppo - ha aggiunto - vi sono resistenze, interessi, condizionamenti. Ci vuole una cultura del rischio e una informazione puntuale e precisa. Bisogna anche convincere chi ha costruito in situazioni a rischio che si deve spostare.

Molto e' stato fatto ma tanto c'e' ancora da fare: ognuno deve farsi guardiano del proprio territorio altrimenti potremmo stanziare qualunque cifra senza ottenere nulla''.

Bertolaso ha ricordato che quello idrogeologico ''e' uno dei rischi piu' gravi, insieme a quello sismico, ed e' quello che incide di piu' sul numero delle vittime e sui costi''.

Purtroppo, ha aggiunto, in Italia vi e' un'illegalita' diffusa: ''Abbiamo i fatti che ci dicono come stanno le cose - ha detto -, le vicende di Messina e Giampilieri parlano da sole''.

Fonte: Asca.it

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