Riunione tecnica sulla campagna antincendi boschivi 2010

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Canadair Protezione CivileQuarantatrè mezzi aerei a disposizione del COAU - Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione civile dal 15 giugno al 30 settembre 24 ore su 24. Quindici Canadair, quattro elicotteri S64, dieci Fire Boss: sono questi alcuni dei mezzi che il Servizio Nazionale della Protezione civile metterà in campo la prossima estate nella campagna antincendi boschivi, a supporto del lavoro delle squadre di terra. In totale, quattro mezzi aerei in più rispetto al 2009.

Per condividere le strategie e gli obiettivi della prossima campagna AIB si sono incontrati oggi nella sede di Via Vitorchiano del Dipartimento della Protezione civile i rappresentanti delle regioni e delle province autonome, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del fuoco, oltre a quelli delle Forze di Polizia, Coi - Comando Operativo di vertice Interforze, Capitaneria di Porto e Organizzazioni nazionali di volontariato di Protezione civile.

 

Maltempo fino a domenica

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Stazionera' sull'Italia almeno fino a domenica la vasta perturbazione atlantica che ha determinato condizioni di maltempo su buona parte del Paese, in particolare al nord. Lo riferisce in una nota il dipartimento della Protezione Civile. Correnti umide ed instabili, infatti continueranno ad interessare le nostre regioni centro-settentrionali, apportando precipitazioni piu' diffuse e persistenti dapprima sulle zone dell'arco alpino e prealpino e, successivamente, anche al centro-sud.

L'Aquila un anno dopo

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Nella notte, esattamente alle 3:32, le campane di L'Aquila hanno scandito 308 rintocchi, tanti quanti le vittime causate dal sisma che esattamente un anno fa sconvolse e distrusse il centro abruzzese e i piccoli paesi vicini.

In occasione dell'anniversario del terremoto che ha distrutto buona parte del centro storico e vaste aree abitate tantissime le iniziative che sono state organizzate da coordinamento del comune dell`Aquila, Prefettura, Forze dell`Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, associazioni culturali ed umanitarie cittadine, il Comitato Vittime Casa dello Studente e gli altri Comitati sorti dopo il 6 aprile. Le manifestazioni del Ricordo si sono aperte ufficialmente nel tardo pomeriggio di ieri, quando da Tornimparte, Poggio Picenze, Lucoli e Castelnuovo sono partite delle staffette di cittadini accolte alle 20:30 a Piazza Duomo dalla Corale Gran Sasso "L`Aquila Bella Mè".

Dopo il corteo e i rintocchi delle campane in ricordo delle vittime, intorno alle 4:00 alla Basilica - ferita gravemente dal sisma di un anno fa - la folla formata da oltre 20 mila persone ha preso parte alla messa solenne. La maggior parte ha assistito alla funzione religiosa attraverso i due maxi schermi installati sulla piazza centrale. Tutta l'omelia è stata incentrata "sulla speranza dopo il dolore". Il Papa - per il tramite del segretario di Stato del Vaticano, Tarciso Bertone - ha inviato un messaggio alla comunità civile dell'Aquila che è stato letto dal vescovo ausiliario del capoluogo, Giovanni D'Ercole, al termine della messa solenne. "Benedetto XVI desidera esprimere alla chiesa aquilana e alla comunità civile i sentimenti della sua spirituale vicinanza e rinnovare un incoraggiamento per la ricostruzione umana e sociale fondata sulla salda roccia della fede in Cristo risorto e, mentre esorta a custodire sempre il secolare patrimonio religioso e morale del nobile popolo abruzzese, assicura uno speciale ricordo nella preghiera invocando la celeste intercessione della beata
vergine Maria e dei Santi patroni".

Tante le testimonianze della politica. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato come davanti al dramma del terremoto l'Italia abbia saputo unirsi "con esemplare slancio e generosità". Il capo dello stato ha auspicato che quello "spirito" non sia andato disperso e ha lanciato un messaggio alla Protezione Civile: "Si dedichi solo all'emergenza, senza perdersi in altre direzioni".

A fare il bilancio a 365 giorni dal terremoto è stato il premier Silvio Berlusconi che ha difeso il lavoro del governo in un'intervista: "Qualcuno ha provato a minimizzare o, peggio, a infangare il lavoro svolto dal governo e dai soccorritori all'Aquila - ha sottolineato - Ma la realtà dei fatti è incancellabile: abbiamo gestito con assoluta efficienza la fase dell'emergenza e abbiamo impostato la ricostruzione nel migliore dei modi.

Il Coordinamento 6 aprile ha chiesto a tutti i partecipanti "il silenzio, sono assolutamente vietati striscioni di partiti politici, croci da portare in processione e slogan di protesta". Dopo le celebrazioni della notte a piazza Duomo, con la lettura dei nomi delle vittime prima delle celebrazione della Santa Messa nella Basilica di Collemaggio, oggi le celebrazioni riprenderanno, alle 9, nella caserma della Guardia di Finanza: in piazza 6 Aprile avrà luogo la posa di una corona in ricordo delle vittime. Poi, nel pomeriggio, si tornerà nel centro storico dell'Aquila: alle 15 i cittadini realizzeranno una "Corona Umana" con la collaborazione dei bambini e verranno liberati in aria dei palloncini e palloni bianchi, a simboleggiare, come sottolineato dai comitati vittime della casa dello studente, degli studenti universitari e del convitto nazionale, "le 308 vittime del terremoto e tutti gli anziani che, allontanati dalla loro città e separati dai loro affetti, hanno perso la vita".
(Apcom)

ACQUA: L'ITALIA INADEGUATA NELLA PREVENZIONE

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L'Italia non e' ancora pronta ne' in termini di prevenzione, ne' di previsione e ne' di mitigazione del rischio frane. Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni su cui hanno concordato tutti gli esperti che oggi hanno partecipato a Roma, presso l'Accademia Nazionale dei Lincei, al convegno 'Frane e dissesto idrogeologico: consuntivo'.
''In Italia, le frane - ha detto Fausto Guzzetti dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irpi-Cnr) di Perugia - sono tra i fenomeni naturali piu' pericolosi. Nel periodo compreso tra il 1950 e il 2009 i movimenti franosi hanno causato almeno 6.349 vittime, fra morti, dispersi e feriti, e un numero molto piu' grande di senzatetto''. Nonostante questo, il nostro paese non sarebbe stato ancora messo in sicurezza. Molte le cause di questi ritardi cronici, analizzate ed esposte nel corso del convegno. Prima fra tutte l'occupazione del suolo e lo scarso controllo sul fenomeno dilagante dell'abusivismo.
''L'attenzione per l'edificazione incontrollata - ha sottolineato Massimo Veltri dell'Associazione Idrotecnia Italiana - e' andata negli anni scemando. Gli avvenimenti carichi di lutto e di danni che si sono susseguiti in questi ultimi anni sono frutto degli insediamenti indiscriminati nelle zone ad elevato rischio idrogeologico''. Veltri ha elencato una serie di problematiche che a suo avviso avrebbero aggravato la situazione idrogeologica del nostro paese. Tra queste: l'incapacita' di presidiare il territorio localmente, la scarsita' degli esperti e l'emarginazione degli scienziati.
''In questo modo, regioni come Calabria e Sicilia si stanno sbriciolando'', ha aggiunto Veltri. Critica la sua posizione anche in merito al ruolo della Protezione Civile.
''La Protezione Civile - ha detto - ha occupato spazi sempre piu' ampi rispetto alla sua missione principale, tralasciando la prevenzione e la previsione. La Protezione Civile e' diventata un centro di spesa infrastrutturale''.
Difende invece a spada il ruolo del suo dipartimento il responsabile dell'ufficio Emergenze della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis che ha sottolineato con fermezza ''il gigantesco lavoro della mia squadra in ogni emergenza''.
Secondo De Bernardis, non ''e' la Protezione Civile ad aver fallito i suoi obiettivi'', ma lo Stato.
''Un esempio su tutti. Negli ultimi anni - ha detto - abbiamo messo in ogni Finanziaria, sia del governo di destra che di sinistra, una voce sull'adeguamento delle scuole italiane a rischio sismico. Ogni volta questa voce e' stata cancellata''.
Per quanto rigurada il rischio idrogeologico del territorio De Bernardis concorda con Veltri. ''Lo strumento urbanistico - ha detto - ha creato le condizioni di una permanente esposizione al rischio delle popolazioni''.
Paolo Garonna, direttore generale dell'Ania, parla di fallimento dello Stato.
''Il problema delle calamita' naturali - ha detto - e' che non sono naturali ma causate dall'uomo. Sono un problema di infrastrutture e di politica del territorio. Lo Stato non riesce a far fronte ai problemi essenziali per il forte stato di indebitamento in cui si trova per via della crisi economica che ha comportato grosse spese in aiuto delle imprese''. Dopo aver analizzato e sviscerato le cause delle condizioni critiche del territorio, nel corso del convegno gli esperti hanno esposto una serie di proposte per la sua messa in sicurezza.
''Un paese fragile, vulnerabile per il rischio idrogeologico, deve essere organizzato - ha detto Lucio Ubertini, idrogeologo dell'Universita' La Sapienza di Roma - in modo tale da mitigare gli effetti conseguenti ad eventi estremi, coinvolgendo nelle attivita' di previsione, preannuncio e prevenzione le strutture tecnico-scientifiche competenti e tenendo sempre presente la necessita' di dotarsi e mantenere in ottime condizioni di esercixio idonee opere di ingegneria civile idraulica, sia esse strutturali (invasi di laminazione, casse di espansione, diversivi, scolmatori, arginature, ecc), sia non strutturalu (mappatura della pericolosita' e del rischio, piani di preannuncio e di emergeneza, ecc)''. Per Veltri, invece, sarebbe determinante ''mettere il piano idrogeologico sopra tutti gli altri de facto e non solo de iure''.
''Non si devono affrontare le emergenze - ha aggiunto - sono dall'ottica dell'intervento a posteriori. Pianificazione agile, snella, per ambiti e in una cornice d'insieme che assicuri coerenza; adeguamento dei mezzi finanziari, strumentali e umani per fronteggiare interventi idraulico-forestali e di protezione idrogeologica, a partire dalle aree piu' a rischio'', sono alcune delgli interventi proposti da Veltri. Piu' drastici, invece, i cambiamenti proposti da Garonna.
"L'intervento pubblico - ha detto - ha finora operato in ritardo e male. E' un sistema che non funziona. Meglio invece un sistema pubblico/privato, come quello in Francia e negli Usa, che opera ex ante prevenendo i rischi''. La soluzione proposta da Garonna e' quella di introdurre un meccanismo assicurativo. ''Solo con il mercato, a lo Stato laddove non arriva il privato, e' possibile intervenire efficacemente per ridurre i danni''.

Maltempo: neve al centro-nord, pioggia al sud

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La Toscana è imbiancata, forti nevicate in Emilia. Bora fino a 200 km/h a Trieste.

L'inverno non molla e dopo qualche giorno di tregua una perturbazione proveniente dal Mediterraneo occidentale ha portato sull'Italia freddo, pioggia e neve. Le prime avvisaglie si sono registrate già ieri, con temperature polari lungo tutto l'arco alpino e in gran parte del nord - a Trieste la Bora ha raggiunto i 120 km orari, mentre sulle Dolomiti bellunesi si sono registrati -16 gradi - tanto che i sindaci di Genova e Savona, con un'ordinanza straordinaria hanno prolungato l'orario di accensione dei riscaldamenti.

Allerta meteo per le prossime 36 ore

I fenomeni più marcati sono però cominciati a partire dalla mattinata di oggi e andranno avanti per le prossime 36 ore. Secondo gli esperti del dipartimento della Protezione civile, che ha emesso una allerta meteo, a partire dalle prime ore di oggi si attendono forti piogge e temporali sulle regioni meridionali e neve anche a quote basse sul centro-nord.

Neve su tutta la Toscana

Dalle prime ore del mattino sta nevicando, anche se in maniera leggera, lungo la costa e l'entroterra della Toscana. Fiocchi sull'isola d'Elba. A Livorno la neve è scesa in modo più consistente ma, al momento, non crea particolari difficoltà alla viabilità. Solo nelle zone collinari della città si registra la presenza di ghiaccio e per questo la polizia stradale invita a guidare con prudenza. Qualche fiocco di neve anche a Pisa ma anche qui, soprattutto in città, non ci sono difficoltà al traffico. Nevischio a Siena e in Maremma e lungo la costa tra Orbetello e Ansedonia. Nell'Aretino nevica sui passi e un leggero nevischio sta cadendo anche sul capoluogo.

Umbria, obbligo di catene sulla E45: scuole chiuse

Una fitta nevicata, a tratti una bufera per le raffiche di tramontana, ha interessato oggi gran parte dell' Umbria con problemi alla circolazione stradale e la chiusura di alcune scuole.
La neve ha imbiancato Perugia, Orvieto, Todi, Assisi, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Gubbio, Umbertide, Città di Castello ed anche le località sulle rive del Lago Trasimeno. Pioggia mista a neve nel Ternano.
Domani le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse nel comune di Gualdo Tadino, mentre ad Orvieto oggi hanno chiuso anticipatamente.
Nevica nel tratto umbro dell' autostrada del Sole ma senza problemi per il traffico, mentre nell' Orvietano la Umbro-Casentinese è stata chiusa per camion bloccati tra Buonviaggio ed il bivio di Bolsena. Situazione critica sulle strade della fascia appenninica, in particolare sulla Flaminia, tra Nocera Umbra e Fossato di Vico, dove diversi veicoli senza catene si sono messi di traverso bloccando il traffico. Situazione analoga nella zona di Belvedere, sulla strada tra Gubbio e Perugia.
Sono richieste catene a bordo o pneumatici da neve sulla superstrada E45 per gli automobilisti che devono attraversare il valico di Verghereto dove la nevicata della scorsa notte è stata più abbondante.
Sono invece tutti transitabili - ha riferito la polizia stradale - i passi appenninici tra Umbria e Marche.
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