L'Aquila un anno dopo

Scritto da Super User. Postato in PrimaPagina

Nella notte, esattamente alle 3:32, le campane di L'Aquila hanno scandito 308 rintocchi, tanti quanti le vittime causate dal sisma che esattamente un anno fa sconvolse e distrusse il centro abruzzese e i piccoli paesi vicini.

In occasione dell'anniversario del terremoto che ha distrutto buona parte del centro storico e vaste aree abitate tantissime le iniziative che sono state organizzate da coordinamento del comune dell`Aquila, Prefettura, Forze dell`Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, associazioni culturali ed umanitarie cittadine, il Comitato Vittime Casa dello Studente e gli altri Comitati sorti dopo il 6 aprile. Le manifestazioni del Ricordo si sono aperte ufficialmente nel tardo pomeriggio di ieri, quando da Tornimparte, Poggio Picenze, Lucoli e Castelnuovo sono partite delle staffette di cittadini accolte alle 20:30 a Piazza Duomo dalla Corale Gran Sasso "L`Aquila Bella Mè".

Dopo il corteo e i rintocchi delle campane in ricordo delle vittime, intorno alle 4:00 alla Basilica - ferita gravemente dal sisma di un anno fa - la folla formata da oltre 20 mila persone ha preso parte alla messa solenne. La maggior parte ha assistito alla funzione religiosa attraverso i due maxi schermi installati sulla piazza centrale. Tutta l'omelia è stata incentrata "sulla speranza dopo il dolore". Il Papa - per il tramite del segretario di Stato del Vaticano, Tarciso Bertone - ha inviato un messaggio alla comunità civile dell'Aquila che è stato letto dal vescovo ausiliario del capoluogo, Giovanni D'Ercole, al termine della messa solenne. "Benedetto XVI desidera esprimere alla chiesa aquilana e alla comunità civile i sentimenti della sua spirituale vicinanza e rinnovare un incoraggiamento per la ricostruzione umana e sociale fondata sulla salda roccia della fede in Cristo risorto e, mentre esorta a custodire sempre il secolare patrimonio religioso e morale del nobile popolo abruzzese, assicura uno speciale ricordo nella preghiera invocando la celeste intercessione della beata
vergine Maria e dei Santi patroni".

Tante le testimonianze della politica. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato come davanti al dramma del terremoto l'Italia abbia saputo unirsi "con esemplare slancio e generosità". Il capo dello stato ha auspicato che quello "spirito" non sia andato disperso e ha lanciato un messaggio alla Protezione Civile: "Si dedichi solo all'emergenza, senza perdersi in altre direzioni".

A fare il bilancio a 365 giorni dal terremoto è stato il premier Silvio Berlusconi che ha difeso il lavoro del governo in un'intervista: "Qualcuno ha provato a minimizzare o, peggio, a infangare il lavoro svolto dal governo e dai soccorritori all'Aquila - ha sottolineato - Ma la realtà dei fatti è incancellabile: abbiamo gestito con assoluta efficienza la fase dell'emergenza e abbiamo impostato la ricostruzione nel migliore dei modi.

Il Coordinamento 6 aprile ha chiesto a tutti i partecipanti "il silenzio, sono assolutamente vietati striscioni di partiti politici, croci da portare in processione e slogan di protesta". Dopo le celebrazioni della notte a piazza Duomo, con la lettura dei nomi delle vittime prima delle celebrazione della Santa Messa nella Basilica di Collemaggio, oggi le celebrazioni riprenderanno, alle 9, nella caserma della Guardia di Finanza: in piazza 6 Aprile avrà luogo la posa di una corona in ricordo delle vittime. Poi, nel pomeriggio, si tornerà nel centro storico dell'Aquila: alle 15 i cittadini realizzeranno una "Corona Umana" con la collaborazione dei bambini e verranno liberati in aria dei palloncini e palloni bianchi, a simboleggiare, come sottolineato dai comitati vittime della casa dello studente, degli studenti universitari e del convitto nazionale, "le 308 vittime del terremoto e tutti gli anziani che, allontanati dalla loro città e separati dai loro affetti, hanno perso la vita".
(Apcom)

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