«Giù le mani dalla Protezione civile»

Scritto da Super User. Postato in Notizie

«Giù le mani dalla Protezione civile». Il centrosinistra si schiera contro l'utilizzo dei volontari della Protezione civile per pattugliare il territorio. A innescare la polemica, il segretario della Lega Da Re: «Maroni - ha detto - mi ha assicurato che possono andare in ronda».
Il decreto Sicurezza targato Maroni entrato in vigore sabato scorso, tra le sue pieghe, consentirebbe ai sindaci - che hanno la facoltà di formare o meno le «nuove» ronde - anche di utilizzare la Protezione civile per pattugliare il territorio.
Ad affermarlo è stato il segretario provinciale della Lega Toni Da Re, a capo della rivolta degli amministratori padani della Marca contrari ai paletti introdotti dal decreto per la formazione delle nuove ronde. In modo particolare al fatto che i rondisti non potranno più essere emanazione diretta dei partiti, ossia della Lega.
Altro rammarico di Da Re, bruciante fino alla vigilia della pubblicazione del decreto, l'annunciato divieto di utilizzare la Protezione civile anche per le ronde, cosa che i sindaci leghisti hanno spesso fatto sollevando polemiche a non finire. Ma sabato stesso c'è stato il colpo di scena: «Maroni - ha detto Da Re - mi ha telefonato assicurandomi che i sindaci potranno utilizzare i nuclei già esistenti della Protezione civile anche per il controllo del territorio».
Apriti cielo: il centrosinistra annuncia battaglia a suon di interrogazioni, sia a livello comunale che provinciale e regionale.
«Ci risiamo - esordisce Diego Bottacin, consigliere regionale del Pd - Siamo di fronte a un nuovo tentativo di creare una milizia di partito tutta leghista. A dimostrazione che con l'istituzionalizzazione delle ronde la Lega, di fatto, è stata fatta fuori dalla gestione diretta delle ronde partitiche alla Veneto Sicuro. E allora ecco saltare fuori, di nuovo, il tentativo di usare la Protezione civile per le ronde come propaganda filoleghista, dato che non pochi gruppi locali sono oggi diretta emanazione della Lega. Giorni fa ho già chiesto all'assessore regionale alla Protezione civile di commissariare proprio la Provincia di Treviso, poiché per la formazione dei nuovi volontari della Protezione civile non ha usato le sedi appropriate, bensì la sede della Lega, tanto per dire di che colore politico sono questi gruppi. Vuole dire che ora torneremo ad alzare il tiro».
Indignato anche Marco Zabotti, consigliere regionale della Rete Civica-Lista Carraro: «Qui si scherza con il fuoco, non faremo passare questo concetto, nessuno tocchi la Protezione civile».
«Se sono vere, quelle del ministro Roberto Maroni sono dichiarazioni gravissime - sbotta Lorenzo Biagi, leader in Provincia del Partito democratico - Non si può fare quello che dice, non lo prevede lo stesso statuto nazionale della Protezione civile. Faremo subito una interrogazione in via Battisti».
La chiave di lettura di Nicola Atalmi, consigliere regionale e comunale dei Comunisti italiani: «Se le cose stanno davvero così, allora si spiega perché, già da un paio di mesi a questa parte il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, segretario regionale della Lega, ha deciso di riformare la Protezione civile del capoluogo dandole un'altra veste e mettendo il nuovo gruppo sotto le sue dirette dipendenze... Evidentemente, Gobbo sapeva già che la Protezione civile poteva assumere anche il ruolo di controllore del territorio. Sempre che, lo ripeto, le cose stiano davvero come dice Da Re. E' comunque una novità che non deve e non può passare».

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