Provincia di Arezzo: i migranti lasciano Palazzuolo e Stia

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Le residenze di Palazzuolo e Stia si spopolano. Entro domani la maggior parte degli ospiti tunisini se ne andrà.
Rimarranno ancora 20-25 migranti in attesa di sistemazione e lunedì sarà fatto il punto. Intanto in Provincia si tirano le somme dell’esperienza. “Abbiamo lavorato con la testa e con il cuore, dimostrando che solidarietà e legalità possono e devono andare di pari passo”. Così i componenti del tavolo provinciale per l'accoglienza dei migranti hanno sintetizzato quanto avvenuto in questi giorni. Con il rilascio dei permessi di soggiorno, che avranno validità di sei mesi, rinnovabili per ulteriori sei, si è chiusa infatti la prima fase dell'accoglienza, e da oggi ognuno degli ospiti delle strutture di Palazzuolo, nel Comune di Monte San Savino, e Stia potrà scegliere come muoversi. Le due strutture, comunque, resteranno aperte fino a lunedì, ma a Stia oltre la metà dei tunisini presenti partiranno tra oggi e domani mentre a Palazzuolo sono circa 10 quelli che dovrebbero rimanere ancora nella struttura.
La maggior parte di loro riabbraccerà i parenti sparsi per l’Italia, dal Nord alla Sicilia. Ad ognuno di coloro che partirà è stato dato uno zaino contenente il necessario per affrontare viaggi e spostamenti, con indumenti e quanto serve per l'igiene personale, ed è stato acquistato un biglietto ferroviario per permettergli di raggiungere amici o parenti in altre città d’Italia.
L'esperienza di accoglienza nel territorio aretino dei migranti è stata, a detta di tutti, molto positiva. Al tavolo della conferenza stampa erano seduti rappresentanti di Provincia di Arezzo, che con la sua vicepresidente Mirella Ricci ha coordinato il tavolo provinciale, Azienda Usl 8, Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro, Comune di Stia, Consulta provinciale del volontariato di protezione civile, Croce Rossa Italiana, Caritas, Arci e Oxfam Italia. Importante è stato l'apporto del Comune di Monte San Savino e fondamentale, come è stato sottolineato nella conferenza stampa, il lavoro delle forze dell'ordine coordinate da Prefettura e Questura. Una sottolineatura da parte di tutti sul rapporto che si è creato con la popolazione sia a Palazzuolo che a Stia: dopo qualche iniziale perplessità, alla fine tutto si è svolto in maniera tranquilla e anche collaborativa, e l'esperienza vissuta dal territorio aretino è stata quindi definita “splendida, ed esempio di quel modello di accoglienza disegnato dalla Regione al momento dell'accoglienza dei migranti in Toscana.
In tutto sono stati coinvolti 151 volontari da tutta la provincia per dare una mano, ecco il dettaglio: 36 della Croce Rossa, 18 della Racchetta Arezzo, 12 della Misericordia di Monte San Savino, 11 della Racchetta di Laterina, 3 del Vab di Cortona, 16 del Gruppo comunale di Sansepolcro, 6 del Vab di Castiglion Fiorentino, 11 del Vsa, 3 del Gaib di Pian di Scò, 9 dei Battitori, 7 del Gruppo comunale Bucine, 5 della Misericordia di Subbiano, 2 dei Sommozzatori, 6 del Gaib di Castelfranco, 6 della Pubblica Assistenza del Casentino
Protezione Civile Provinciale ArezzoLe residenze di Palazzuolo e Stia si spopolano. Entro domani la maggior parte degli ospiti tunisini se ne andrà.Rimarranno ancora 20-25 migranti in attesa di sistemazione e lunedì sarà fatto il punto. Intanto in Provincia si tirano le somme dell’esperienza. “Abbiamo lavorato con la testa e con il cuore, dimostrando che solidarietà e legalità possono e devono andare di pari passo”. Così i componenti del tavolo provinciale per l'accoglienza dei migranti hanno sintetizzato quanto avvenuto in questi giorni. Con il rilascio dei permessi di soggiorno, che avranno validità di sei mesi, rinnovabili per ulteriori sei, si è chiusa infatti la prima fase dell'accoglienza, e da oggi ognuno degli ospiti delle strutture di Palazzuolo, nel Comune di Monte San Savino, e Stia potrà scegliere come muoversi. Le due strutture, comunque, resteranno aperte fino a lunedì, ma a Stia oltre la metà dei tunisini presenti partiranno tra oggi e domani mentre a Palazzuolo sono circa 10 quelli che dovrebbero rimanere ancora nella struttura.La maggior parte di loro riabbraccerà i parenti sparsi per l’Italia, dal Nord alla Sicilia. Ad ognuno di coloro che partirà è stato dato uno zaino contenente il necessario per affrontare viaggi e spostamenti, con indumenti e quanto serve per l'igiene personale, ed è stato acquistato un biglietto ferroviario per permettergli di raggiungere amici o parenti in altre città d’Italia.L'esperienza di accoglienza nel territorio aretino dei migranti è stata, a detta di tutti, molto positiva. Al tavolo della conferenza stampa erano seduti rappresentanti di Provincia di Arezzo, che con la sua vicepresidente Mirella Ricci ha coordinato il tavolo provinciale, Azienda Usl 8, Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro, Comune di Stia, Consulta provinciale del volontariato di protezione civile, Croce Rossa Italiana, Caritas, Arci e Oxfam Italia. Importante è stato l'apporto del Comune di Monte San Savino e fondamentale, come è stato sottolineato nella conferenza stampa, il lavoro delle forze dell'ordine coordinate da Prefettura e Questura. Una sottolineatura da parte di tutti sul rapporto che si è creato con la popolazione sia a Palazzuolo che a Stia: dopo qualche iniziale perplessità, alla fine tutto si è svolto in maniera tranquilla e anche collaborativa, e l'esperienza vissuta dal territorio aretino è stata quindi definita “splendida, ed esempio di quel modello di accoglienza disegnato dalla Regione al momento dell'accoglienza dei migranti in Toscana.In tutto sono stati coinvolti 151 volontari da tutta la provincia per dare una mano, ecco il dettaglio: 36 della Croce Rossa, 18 della Racchetta Arezzo, 12 della Misericordia di Monte San Savino, 11 della Racchetta di Laterina, 3 del Vab di Cortona, 16 del Gruppo comunale di Sansepolcro, 6 del Vab di Castiglion Fiorentino, 11 del Vsa, 3 del Gaib di Pian di Scò, 9 dei Battitori, 7 del Gruppo comunale Bucine, 5 della Misericordia di Subbiano, 2 dei Sommozzatori, 6 del Gaib di Castelfranco, 6 della Pubblica Assistenza del Casentino

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