Norme di prevenzione per gli abbruciamenti e accensione fuochi

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abbruciamenti immagScarica il pieghegole della Regione Toscana con le norme di prevenzione per gli abbruciamenti e accensione fuochi.

E' importante ricordare che il “Regolamento Forestale della Toscana” n.48R/2003, stabilisce che dal 1 luglio al 31 agosto periodo definito dall’art 61 a “rischio incendi” gli abbruciamenti di residui vegetali sono consentiti nella fascia oltre i 200 metri dal bosco dall’alba fino alle 10 del mattino.

I cittadini che hanno necessità di effettuare abbruciamenti dovranno farlo rispettando tali indicazioni e potranno segnalarlo al numero verde Antincendi Boschivi della Sala Operativa Unificata Permanente (S.O.U.P.) della Regione Toscana 800.425.425 e dal 1° luglio al Centro Operativo Provinciale Antincendi Boschivi dalle 08.00 alle 20.00 allo 0575/316.300.

 

Norme di prevenzione per gli abbruciamenti e accensione fuochi

“Conoscere per proteggersi, perché la Protezione Civile siamo tutti noi” ieri a Sansepolcro

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PC AR StemmaSi è svolto ieri a Sansepolcro, presso la sala del Consiglio comunale di Palazzo delle Laudi, un incontro pubblico rivolto alla promozione della cultura della sicurezza, nell’ambito del progetto della Provincia di Arezzo “Conoscere per proteggersi, perché la Protezione Civile siamo tutti noi”, una campagna informativa alla cittadinanza sui rischi collegati al territorio e le indicazioni per far fronte ad essi nel modo corretto. Promosso, “dal Sistema provinciale integrato di Protezione Civile, in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali e il servizio protezione civile della Provincia, la Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione Civile di Arezzo, la F.A.N.D - sezione provinciale (Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili), l’AMNIL (Associazione Nazionale tra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e l’UMNS (Unione Nazionale Mutilati per Servizio)”, e organizzato dal Comune di Sansepolcro, l’incontro ha proposto una panoramica sui rischi unita ad indicazioni pratiche sulla prevenzione e sui comportamenti da tenere in caso di emergenza e a un quadro descrittivo delle forze preposte all’intervento.
 
Ad inaugurare la serie degli interventi Gabriele Romanini, presidente della Consulta Provinciale del Volontariato, che ha spiegato il senso e l’importanza della campagna “Conoscere per proteggersi, perché la Protezione Civile siamo tutti noi” per poi addentrarsi nel descrivere il ruolo della Consulta, che coordina oltre cinquanta organizzazioni di volontari presenti in provincia di Arezzo, e i compiti del volontariato sia nell’ambito della prevenzione sia nelle situazioni di emergenza. A proposito di queste, Romanini ha mostrato gli scenari di crisi, sparsi su tutto il territorio nazionale, dove la Consulta ha operato nel corso degli anni e sottolineato come ciò che accade è conseguenza delle azioni umane. Anche per questo motivo la conoscenza è fondamentale: conoscere i rischi presenti sul territorio – che per Sansepolcro sono legati per lo più ad alluvioni e terremoto – e i comportamenti corretti da tenere sia per prevenirli sia per affrontarli significa proteggere se stessi e le persone che ci circondano.
 
Ivo Borri, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha illustrato natura e compiti dei Vigili, le specializzazioni all’interno del Corpo e le tipologie di intervento, nonché le sedi presenti in provincia di Arezzo. Di particolare utilità, la panoramica sui numeri di emergenza e le istruzioni su come deve essere effettuata una chiamata di soccorso, con particolare riferimento alle informazioni necessarie per poter pianificare al meglio l’intervento, che all’utente spesso sembrano inutili ma che sono invece fondamentali per gli operatori. Borri si è poi addentrato nella descrizione del pericolo collegato agli incidenti domestici, che uccidono ogni anno in Italia circa 8000 persone e che potrebbero essere fortemente limitati seguendo alcune semplici regole quotidiane, a partire dall’ordine e dalla corretta manutenzione degli immobili. La trattazione del tema si è dunque tradotta in indicazioni, precauzioni e consigli mirati sia ad evitare i pericoli sia ai comportamenti da tenere in caso di situazioni di rischio. 
 
Alessandra Tofani, infermiera in forza alla Centrale Operativa del 118, ha presentato il “Sistema 118”, nato nel 1992 e rivolto alla gestione delle emergenze sanitarie al di fuori degli ospedali. La Tofani ha illustrato atti e procedure di intervento, descritto la Centrale Operativa di Arezzo nella sua struttura, con riferimento a personale, mezzi e strumenti a disposizione per il soccorso, e spiegato le modalità di lavoro della Centrale, ricordando come essa operi anche in condizioni di maxi-emergenze, in sinergia con tutti i soggetti preposti alla gestione delle stesse. Anche in ambito di soccorso sanitario sono è fondamentale l’intervista all’utente al momento della chiamata al 118, che deve risolversi nell’arco di un minuto e per questo segue una struttura che permetta rapidamente all’operatore di capire come intervenire al meglio. Da ultimo, la Tofani ha ricordato che il 118 svolge anche attività di formazione e partecipa sia alle esercitazioni sia alle attività grandi eventi, ricordate brevemente dalle più lontane nel tempo alle più recenti.

In chiusura, Antonio Segreti, presidente del Consiglio comunale di Sansepolcro e delegato alla Protezione Civile, ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e del sindaco Daniela Frullani, impegnata in Giunta e dunque assente. Segreti ha sottolineato l’importanza dell’informazione alla popolazione in materia di rischi collegati al territorio e ringraziato per la collaborazione i soggetti intervenuti. Ultimo a prendere la parola Angiolo Vanni, presidente del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Sansepolcro, che ha ricordato l’importanza del volontariato e della razionalizzazione, di cui è esempio il Sistema integrato di Protezione Civile della Provincia di Arezzo, auspicando un coordinamento di forze che permette efficienza e ottimizzazione delle risorse.

ALLUVIONE TOSCANA 2012: NEGATI CONTRIBUTI AGLI IMPRENDITORI COLPITI

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 Gli imprenditori toscani che hanno subito danni economici a causa dell'alluvione del novembre 2012 in Toscana, non vedranno riconosciuta la possibilità di ricevere risarcimenti a causa della mancata copertura finanziaria

La Commissione Bilancio ha negato agli imprenditori dei comuni toscani colpiti dall'alluvione del novembre 2012 i contributi economici per il ristoro dei danni. La perdita di scorte di materie prime oppure i semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti, non verranno quindi risarciti anche se la Commissione Finanze aveva precedentemente approvato i finanziamenti.

"Uno stop grave e imprevisto, un colpo alle legittime aspettative di aziende e imprenditori che hanno subito danni pesanti a causa dell'alluvione. Ora occorre trovare una soluzione" commenta l'assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli, che chiede a Parlamento e Governo di rimediare alla decisione presa in Commissione Bilancio, decisione legata alla mancanza di copertura finanziaria.

"Dopo un anno e mezzo di richieste, emendamenti presentati dalla Regione e dai Parlamentari toscani, finalmente - prosegue Bugli - la Commissione Finanze aveva dato una risposta alle aziende e agli imprenditori danneggiati destinando risorse tanto attese e necessarie per l'attività economica così danneggiata dall'alluvione del 2012. Il successivo passaggio negativo in Commissione Bilancio per carenza di copertura economica deve essere assolutamente recuperato al Senato, come promesso dal Governo, perché è grave e inaccettabile e anche perché starebbe a dimostrare che possono esserci trattamenti diversi tra territori comunque colpiti da eventi calamitosi".

"La Toscana - conclude Bugli - si aspetta che il Governo mantenga l'impegno preso alla Camera di ripresentare al Senato il provvedimento con un'adeguata copertura finanziaria. Mi auguro che si mostri fino in fondo un'adeguata sensibilità per chiudere positivamente questa vicenda".

Arezzo: nuova sede per l'INGV

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Sede INGV ArezzoE’ stato il presidente nazionale dell’Ingv, Stefano Gresta, assieme a quello della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, a inaugurare questa mattina la nuova sede dell’Osservatorio sismologico di Arezzo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I nuovi locali, messi a disposizione dalla Provincia, sono situati all’interno della struttura di Villa Severi.

 

“E’ per me motivo di grande soddisfazione poter dare ulteriore seguito a una collaborazione in atto da molti anni fornendo una sede allo stesso tempo prestigiosa e funzionale”, ha affermato Vasai. Il sodalizio tra Provincia e Osservatorio va infatti avanti dal 2001 e nasce dallo stretto e proficuo rapporto che da anni lega i due enti, con la partecipazione dell’Ingv ai numerosi progetti di informazione alla popolazione realizzati nelle scuole primarie del territorio, fornendo un importante supporto scientifico e formativo.

Provincia di Lucca: ecco l'App per la Protezione Civile

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techonologySembra assurdo, ma in un Paese dove terremoti, alluvioni, frane ed esplosioni sono praticamente all'ordine del giorno ancora non esisteva un'applicazione gratuita per smarthphone dedicata alla Protezione Civile. Sull'App Store - in particolare - si poteva trovare quella della "Scuola Italiana di Protezione Civile" alla modica cifra di 4,49 euro, mentre gratis c'erano solo una specie di e-book ("La Protezione Civile", Edizioni Nazionali Srl) e l'imprescindibile "Giornale della Protezione Civile", da tenere sempre con se in caso di catastrofe naturale (terremoti e alluvioni), dovuta a errore umano (vedi Cermis, Moby Prince, Viareggio e Costa Concordia) o entrambi (Vajont).

Strano che, a parte le tre "utilissime" app citate, nessuno abbia mai investito in questo tipo di tecnologia. E dire che sembra che in quegli ambienti di soldi ne girino. Meno male che a compensare questo imbarazzante buco ci ha pensato la Provincia di Lucca, che - commissionando a Mmad Srl la prima, vera app di Protezione Civile gratuita d'Italia - ha dato il via a una vera e propria start up nazionale, capace di mettere nelle mani degli operatori e dei cittadini quello strumento tecnoloico che mancava, capace di aggirare - grazie ai moderni strumenti di comunicazione - la palude burocratica che rallentava sia i tempi di reazione ai piccoli e grandi interventi richiesti, che quelli di segnalazione alla popolazione delle criticità.

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