Esercitazione sulla maxiemergenza

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Terontola protagonista della maxiesercitazione che la Protezione civile ha condotto nella giornata di ieri, sabato 13 ottobre. Fra gli attori protagonisti la centrale operativa del 118, i Vigili del fuoco, la Protezione civile della provincia di Arezzo, nonché le Misericordie, le pubbliche assistenze e la Croce Rossa, con la collaborazione del Comune di Cortona. Proprio la Croce Rossa ha fornito il proprio gruppo regionale di "attori" che hanno reso l'intera operazione fortemente veritiera.
L'esercitazione probabilmente è l'unico modo per addestrare il personale e testare le capacità operative di fronte ad eventi rari ma non impossibili.
Pur non esistendo nella realtà maxieventi l'uno uguale all'altro non può negarsi che le continue simulazioni consentano di adeguare protocolli e attrezzature, nonché la preparazione di uomini e donne, ma anche della stessa popolazione.
Il caso di Terontola è stato quello della simulazione di una fuga di gas con conseguente esplosione all'interno di un circolo ricreativo dove vi erano molte persone. Non finisce qui, perchè l'esplosione avrebbe coinvolto, nella distruzione di muri e coperture, anche un vicino deposito con un deposito di cianuro.
All'interno e all'esterno dell'edificio ben 60 persone, volontari della Croce Rossa provenienti da tutta la Toscana, nelle condizioni più disparate e diverse. Nella messinscena c'erano 4 vittime e gli altri tutti feriti, dai più leggeri ai più pesanti. Una rappresentazione molto realistica: truccati di tutto punto, con sangue, fratture e soprattutto capaci di recitare da professionisti un ruolo da "ferito", con i lamenti, il panico, le reazioni inconsulte.
Scattato l'allarme sono arrivati i mezzi di soccorso: prima i vigili del fuoco, visto il forte odore di gas e difficoltà a respirare. I primi pompieri giunti da Tavarnelle, hanno subito accertato che si trattava di gas e poi anche di cianuro, facendo scattare così un allarme ancora più elevato e isolando la zona. Sul posto sono stati fatti confluire mezzi speciali per poter operare in presenza di contaminazione grave. E gli stessi mezzi del 118 che intanto arrivavano, dovevano attendere per soccorrere i feriti che i vigili del fuoco adottassero le misure anche a tutela degli stessi soccorritori.
La popolazione veniva avvertita di restare in casa e non aprire le finestre. Difficile anche il tentativo di tenere lontani curiosi e parenti accorsi alla notizie dello scoppio.
I vigili del fuoco sono giunti anche da Arezzo complessivamente con una decina di mezzi e tanti uomini. Il 118 ha mobilitato quasi 30 ambulanze, ma anche i mezzi per intervenire in presenza di sostanze nocive, con la collocazione di una tenda per la decontaminazione e più lontano di un Pma, il Punto medico avanzato.
Nel complesso tutta l'operazione è durata quattro ore e visto che si trattava di un'esercitazione decine di osservatori dei vigili del fuoco e del 118 filmavano e annotavano ogni mossa.
Fondamentale è risultata la collaborazione della protezione civile della Provincia e del personale del Comune che nella circostanza avevano il compito di dare supporto alle popolazioni e agli stessi soccorritori, nonché a gestire l'afflusso dei cittadini nella zona.
La cittadina di Terontola ha vissuto con grande interesse questa esercitazione: alle prime sirene anche con qualche apprensione, ma in pochi attimi tutti erano informati che si trattava di una maxiesercitazione. Fra i soggetti attivi anche gli ospedali della zona, dove realmente sono stato portati i "feriti".
Esercitazione maxiemergenzaTerontola protagonista della maxiesercitazione che la Protezione civile ha condotto nella giornata di sabato 13 ottobre. Fra gli attori protagonisti la centrale operativa del 118, i Vigili del fuoco, la Protezione civile della provincia di Arezzo, nonché le Misericordie, le pubbliche assistenze e la Croce Rossa, con la collaborazione del Comune di Cortona. Il caso di Terontola è stato quello della simulazione di una fuga di gas con conseguente esplosione all'interno di un circolo ricreativo dove vi erano molte persone. Non finisce qui, perchè l'esplosione avrebbe coinvolto, nella distruzione di muri e coperture, anche un vicino deposito con un deposito di cianuro. All'interno e all'esterno dell'edificio ben 60 persone nelle condizioni più disparate e diverse. Nella messinscena c'erano 4 vittime e gli altri tutti feriti, dai più leggeri ai più pesanti.  
Scattato l'allarme sono arrivati i mezzi di soccorso: prima i vigili del fuoco, visto il forte odore di gas e difficoltà a respirare. I primi pompieri giunti da Tavarnelle, hanno subito accertato che si trattava di gas e poi anche di cianuro, facendo scattare così un allarme ancora più elevato e isolando la zona. Sul posto sono stati fatti confluire mezzi speciali per poter operare in presenza di contaminazione grave. E gli stessi mezzi del 118 che intanto arrivavano, dovevano attendere per soccorrere i feriti che i vigili del fuoco adottassero le misure anche a tutela degli stessi soccorritori. La popolazione veniva avvertita di restare in casa e non aprire le finestre. Difficile anche il tentativo di tenere lontani curiosi e parenti accorsi alla notizie dello scoppio. I vigili del fuoco sono giunti anche da Arezzo complessivamente con una decina di mezzi e tanti uomini. Il 118 ha mobilitato quasi 30 ambulanze, ma anche i mezzi per intervenire in presenza di sostanze nocive, con la collocazione di una tenda per la decontaminazione e più lontano di un Pma, il Punto medico avanzato. Nel complesso tutta l'operazione è durata quattro ore e visto che si trattava di un'esercitazione decine di osservatori dei vigili del fuoco e del 118 filmavano e annotavano ogni mossa. Fondamentale è risultata la collaborazione della protezione civile della Provincia e del personale del Comune che nella circostanza avevano il compito di dare supporto alle popolazioni e agli stessi soccorritori, nonché a gestire l'afflusso dei cittadini nella zona. La cittadina di Terontola ha vissuto con grande interesse questa esercitazione: alle prime sirene anche con qualche apprensione, ma in pochi attimi tutti erano informati che si trattava di una maxiesercitazione. Fra i soggetti attivi anche gli ospedali della zona, dove realmente sono stato portati i "feriti".

 

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